Allegations

Di cose ne sono successe, tra il Ringraziamento e l’inizio del nuovo anno.

Il lunedì della settimana del Ringraziamento ero a casa con i piccoli e parlavamo allegramente di Babbo Natale mentre si ingozzavano di pizza, quando Nancy, assistente sociale a sorpresa, richiamata alla nostra soglia da una telefonata anonima che suggeriva trascuratezze e abusi sui suddetti piccoli, ci ha bussato alla porta. Allegations, le ha chiamate.

Ci ho messo due mesi a scriverlo perchè ogni volta, ancora adesso per la verità, mi viene una gastrite fulminante. Nancy ha fatto il suo lavoro, discreta e gentile, mi ha detto che la telefonata anonima non poteva dirmi chi l’aveva fatta, ma mi ha fatto capire che la bisnonna di Little B. non ci ama affatto, e che queste cose succedono sempre (!), poi mi ha fatto mille domande davanti  ai bambini  esagitati e shockati – che le visite non programmate non piacciono a nessuno – e sempre discretamente e gentilmente, me li ha fatti spogliare per controllarli. Un normale lunedì sera nella routine della nostra tranquilla famiglia. Io ho messo in atto tutte le tecniche yoga new age mindfulness che conosco (ovvero tre respiri profondi e via) e le ho spiegato che sì, Little B. ha una cicatricina attorno a un occhio per averlo sbattuto sul cancello della scuola due mesi prima, e per fortuna che c’è la relazione scritta della maestra,  e che se lei lo vuole chiamare occhio nero faccia pure; si, Little B. ha la pelle secca anche se lo ungiamo di olio di cocco dalla mattina alla sera; e che si, ha le ginocchia un po’ scorticate come tutti i bambini di quattro anni che vivono a LA e indossano shorts undici mesi all’anno, e corrono e saltano e si arrampicano -magari lui corre e salta e si arrampica un po’ al di sopra della media.

La storia del cancello e dell’olio di cocco l’ho dovuta raccontare estesamente anche il giorno dopo ai tre poliziotti che sono venuti a trovarci, e che mi hanno fatto prendere un colpo anche se sapevo che dovevano arrivare; due giorni dopo a Joseph, altro assistente sociale a sorpresa di cui conservo un caro ricordo di quando mi ha rimproverata perchè non tengo un diario con le “bue” dei miei figli con allegato album fotografico- io che pensavo di essere una mamma decente perchè mi ricordo le gite scolastiche, i lunch box, gli allenamenti di basketball e faccio parte di VeganLAMoms su facebook; e una settimana dopo al pediatra che ha dovuto ricontrollare pelle secca, ginocchia sbucciate e “occhi neri” su tutta la figliolanza.

Sempre all’insegna di una vita spericolata, nello stesso periodo  Little B, sempre lui, ha pensato bene di arrampicarsi al parco e scivolare su un’attrezzatura con una catena e spaccarsi il lobo dell’orecchio destro in due, pronto soccorso, punti e tutto a posto come prima. In ospedale lui era così contento del ghiacciolo e degli stickers regalati dai dottori che non vede l’ora di spaccarsi il lobo sinistro e tornarci.

Loro, i bambini, non l’anno presa bene. Cinquanta volte al giorno ripetiamo che è tutto a posto e sono solo controlli di routine, e nessuno li porterà via. Ma intanto K. ha ricominciato a bagnare il letto, Little B. ha smesso di dormire la notte, e Baby L.non ci ha capito molto però ogni tanto morde.

Poi Babbo Natale è arrivato, e ci ha portato un ukulele, troppi Lego e un appartamento nuovo e più grande, a Capodanno sono andata a letto alle dieci e venti, oggi mi hanno detto che l’investigation è conclusa e non c’è niente da temere e possiamo respirare di nuovo.

Buon anno in ritardo, vi auguro un anno di poche sorprese, ma belle, e senza allegations.

 

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19 thoughts on “Allegations

  1. Ma non è possibile, capisco l’attenzione verso i bambini inseriti nelle famiglie, ma possibile che le nevrosi di una persona crei difficoltà ai bambini stessi? Mi dispiace perché capisco quanto vi diate da fare per loro, posso solo augurarvi un anno più sereno.

  2. È giusto essere vigili ma terremotare bambini e famiglie non dà grandi risultati sul piano pratico e psicologico. Mi dispiace molto, spero che sia l’ultima strettoia di questo tipo, per voi e per i bimbi: avete diritto di rilassarvi, ammesso che sia il termine giusto con tre bambini di quell’età 😉

  3. Oddio, sono sconvolta solo a leggerlo. Pare surreale. Quella più del diario delle bue con foto… se dovessero mandarmi i servizi sociali ogni volta che mia figlia si fa male, hai bolgia. Dovrebbero piazzare la tenda in salotto. Capisco l’esigenza di tutelare i bambinii, ma così li spaventano e basta, li destabilizzano… Super, mi altero io da quaggiù, non oso pensare voi. Tenete duro

  4. Pingback: SABATOBLOGGER 49 – I blog che seguo | intempestivoviandante's Blog

  5. Oh mamma, sono stata male solo a leggere. Ma i due più grandi non sono ormai adottati? Forza e coraggio, state facendo una cosa difficile e bellissima. Io sono in viaggio per 6 mesi e ho con me il tuo libro (non c’entra lo so, ma te lo volevo dire)! Francesca

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