Una famiglia è per sempre. O a volte per un mese e mezzo.

3hwx_2etLtOuL_8X3BEsNtQ99EPD9jSaM_PgjlakF24Un mese e mezzo è il tempo che Little Brother è stato con noi. Noi pensavamo, e ci illudevamo, e ci hanno fatto pensare che potesse essere per sempre, ma come mi ha detto oggi il suo avvocato, It’s the law. E la legge ha deciso che questa volta non poteva essere per sempre.

Little Brother era arrivato appena un mese e mezzo fa nella nostra famiglia, noi lo aspettavamo e aspettavamo ma non sapevamo come e cosa aspettare. L’assistente sociale mi aveva chiamato, avevamo deciso di dire si a questo affido, ero andata a prendere Big Brother a scuola. No oggi non andiamo al parco perchè arriva tuo fratello. Big Brother era felice, spero che sia brown come me, mi aveva detto Big Brother.

Little Brother mangiava la pasta con le mani ma la chiamava Bus Stop. More Bus Stop please. Voleva Bus Stop a colazione, pranzo e cena. Little Brother ci chiamava Mommy e Daddy e Brother dal primo giorno. Mommy mommy I am stuck: mi giravo e lo trovavo avvolto nel filo interdentale. Daddy Daddy look at my hat, e Tony se lo ritrovava con computer in testa. Brother share! E gli tirava in testa un camion.

Ogni volta che vedeva un aeroplano, un bus o un elicottero era una festa. Tirava la sabbia negli occhi ai bambini del parco e quando scappava gli piaceva correre all’indietro. Toglieva la crosta ai sandwich col burro d’arachidi, e si appiccicava gli adesivi in faccia. Prima di lavarsi i denti lo dovevo abbracciare per cinque minuti. E poi non aveva paura di niente eccetto dei cani di piccola taglia.

Little Brother aveva le ciglia lunghissime. La notte voleva addormentarsi per terra e poi ce lo trovavamo ai piedi del letto. La mattina leggeva Go Dogs Go a Big Brother che ancora se la ronfava. E ogni volta che vedeva Cabiria il gatto attraversare il salotto esultava come se la vedesse per la prima volta. Tutte le volte.

Abbiamo avuto Halloween e Thanskgiving e mezzo Hannukah insieme, e mai come quest’anno sono grata per queste festività. Abbiamo cucinato i biscotti di Natale insieme, imparato ad andare in bicicletta e letto insieme i grandi classici tipo Everyone poops.

Little Brother aveva già imparato l’italiano: per favore, olio d’oliva, scuola, lavoro, carezza, formaggio. Little Brother avrebbe fatto tre anni la settimana che è andato a vivere con la bisnonna. Gli avevo promesso una festa Paw Patrol, questi ridicoli cani poliziotto e pompiere, ordinato le cupcake e invitato tutti.

Invece due giorni prima della festa la bisnonna mi chiama e mi dice Little Brother torna a casa. Oggi. Adesso. E’ già a casa le volevo dire. E una bisnonna dovrebbe fare la bisnonna. E adesso ti chiudo il telefono in faccia e faccio finta di niente. E tante cose le volevo dire, ma ho solo chiamato l’assistente sociale che in tono dispiaciuto mi ha confermato la notizia.

Nelle due ore che ci rimanevano insieme, ho preso Big e Little Brother, li ho fatti saltare sul letto, abbiamo aperto tutti i giocattolini di Paw Patrol e li abbiamo sparsi per la casa, li ho nutriti a caramelle e gelato e abbiamo spento le candeline che non avremmo spento. Big Brother si è voluto vestire da Spiderman per l’occasione perchè ha capito che doveva essere coraggioso come un supereroe.

Poi abbiamo messo tutte le sue cose in due borse, vestiti, macchinine, un pacco di tortellini, Ten Little Pirates e i libri di Dr Seuss, le nostre foto insieme e le scarpe delle tartarughe ninja, e l’abbiamo portato nella sua forever family, come si dice qui.

It’s the law, io lo so, lo capisco e ho firmato per questo. Ma faccio fatica a spiegare a Big Brother  questa legge per cui un bambino di tre anni debba andare a vivere con la bisnonna perchè parente stretto invece che con una mamma, un papà e un Big Brother. E se il tempo è stato poco, io non lo voglio dimenticare. E spero che Little Brother si ricordi cosa significa carezza.

 

 

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28 thoughts on “Una famiglia è per sempre. O a volte per un mese e mezzo.

  1. Avevo letto su FB in questi giorni di Little Brother notando la foto con le 4 paia di scarpe sullo zerbino. Una brutta notizia, una legge cinica. Nel cuore sarà per sempre.

  2. Ho le lacrime, sono stata una bambina “affidata”, un giorno qui, un giorno lì, il tempo di affezionarmi ed ero già uscita dalla porta: è questo che trasforma i bambini sperando che la trasformazione non sia tragica… Scusa lo sfogo ma le leggi che presentano il conto agli innocenti mi fanno arrabbiare. Un abbraccio ❤

  3. la legge…quale legge è così assurda che si occupa di scartoffie e non della serenità di un bimbo di tre anni, ma affidatario, per me che non ne conosco nulla di questo argomento, vorrebbe dire provare ad affidare un bimbo e controllare che viva sereno nella famiglia e dopo un po’ lasciarlo lì, non spostarlo come un pacco…mi dispiace, ti abbraccio

  4. Seguivo tutte le vostre avventure ed ero stata tanto felice del suo arrivo nel vostro mondo e nei vostri cuori… ci sono rimasta malissimo e mi sono posta una domanda: quanti anni potrà avere una bisnonna? E quanta vita davanti? E poi?
    Un abbraccio con il cuore,
    Tatiana

    • solo per chiarire: Big Brother è adottato per sempre, non c’è verso che si liberi di noi…Little Brother è andata diversamente purtroppo…
      (settanta anni? non so…io a volte faccio fatica e di anni ne ho la metà)

  5. Che pianto mi sono fatta…e che legge ingiusta. Ho due bimbi anche io e immagino quanto faccia male. Sono arrivata qui partendo da un commento che parlava di quella cosa lunghissima il cui nome inizia per us e finisce con mle, e che mi sa ci accomuna. Un abbraccio forte e speriamo little brother conservi a lungo la felicità trovata con voi.

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