Di danzatrici del ventre e Taylor Swift

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Ho visto feste di compleanno di bambini in età prescolare che voi italiani non potete immaginare.

Ho visto danzatrici del ventre volteggiare nel giardino di casa di Jackie, quattro anni appena compiuti.20150315_130422

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Ho visto treenni e quattrenni danzare nella megasala da ballo al compleanno di Mina e Sabrina, otto anni in due, sotto luci stroboscopiche e fumo ad effetto, DJ e musica disco. Ho visto video di Taylor Swift proiettati sulla parete e bambine che conoscevano tutte le parole cantare a squarciagola. Ho visto genitori indicarmi il posto segreto dove trovare la tequila. E spiegarmi chi è Taylor Swift.

Ho visto mamme arrivare alle sette di mattina al parco per riservare un tavolo per la festa del figlio tema pirata.

Ho visto troppe Elsa e troppe feste Frozen. Troppe. (ma questo anche voi).

Ho visto feste di bambini in età da asilo (!) con tanto di favoloso catering messicano, camerieri che ti aprono la porta, camerieri che ti servono tacos caldi caldi e burritos in tutte le salse e camerieri che passano l’aspirapolvere per ogni briciola caduta per terra.

Ho visto allestire spettacoli di burattini, face-painting, attori e attrici vestiti da supereroi. Ho visto madri distribuire la lista delle cose da fare alla festa, caccia al tesoro alle dieci e mezza, cantare happy birthday alle undici, aprire regali alle undici e quarantacinque. La festa finisce a mezzogiorno e quindici, grazie e thanks for coming.

Ho visto bambini saltare come pazzi a Pump It Up, squallido edificio della periferia losangelina vicino all’autostrada, due stanze piene di case gonfiabili e scivoli gonfiabili dove si può giocare a tempo, quindici minuti nella stanza numero uno e quindici minuti nella stanza numero due, colori così artificiali che ti fanno male gli occhi.pumpitup

Ho sentito di feste di compleanno in fattoria con tanto di carro stile casa nella prateria carico di genitori e bambini urlanti trainati dai cavalli.

Ho pensato alle feste di compleanno di quando ero piccola. Con le pizzette e gli arancini e quando l’animatore era uno zio un po’ brillo oppure Sandro l’amico musicista di papà e i bambini si aggiravano tra il salone e tra le stanze da letto dove si provavano le pellicce delle amiche di mamma e i genitori si divertivano più di tutti, a mangiare e bere e a discutere a voce alta,  i nonni, bisnonni, cugini e zii pure. E pure la maestra. Mia madre invitava pure la maestra, checidevofare. Erano feste di famiglia. Erano feste fatte a casa, in casa. Taylor Swift non ce l’avevamo, al massimo la macarena. Anzi credo fosse la lambada. Erano feste per la famiglia, i piccoli e gli adulti. E non avevi bisogno dell’intrattenimento programmato, che c’intrattenevamo da soli, e neanche di travestirti da Spiderman o principessa Sofia. E mi chiedo però cosa è meglio, questo american-style parenting esagerato sì ma sempre bambinocentrico, o l’italian-style spontaneo e arraffazzonato ma dove gli adulti primeggiano un po’ e al massimo vieni consultato sul gusto della torta.

Ma questa è Los Angeles, dove la famiglia allargata di solito non c’è e dove ogni genitore è stato almeno a una festa di compleanno più costosa del suo matrimonio. Nel mio caso tutte, visto che ci vuole poco a superare il budget di duecento dollari del matrimonio di Las Vegas.

E la mamma che arriva al parco alle sette di mattina per riservare il tavolo, ve lo confesso, sono io.

24 thoughts on “Di danzatrici del ventre e Taylor Swift

  1. Il primo pensiero che ho fatto è stato sulla crisi che queste mamme sicuramente non sapranno cos’è ! Immagino come si sentiranno le mamme che non possono permetterselo ed i loro figli . Sono disuguaglianze ingiuste . Fai bene a meravigliarti e ti ringrazio per aver condiviso il tuo disappunto . Ciaoo

  2. Ho visto bambini (italiani) che non volevano i giochi organizzati, che odiavano i travestimenti e non volevano cantare. Odiavano i buffet e anche le torte erano di troppo.
    Ma certo noi siamo sempre stati definiti “primitivi”.

  3. Sicuramente le feste che hai descritto non le ho mai viste. Per forza, dirai 😀 non hai mai abitato a Los Angeles con un puèpo in età prescolare.
    Certo dal tittolo mi aspettavo scene apocalittiche con la danzatrice. Invece no.
    Felice serata
    Un caro saluto

  4. Ahahahaha ci sono rimasta male quando ho letto che eri tu. (Io ad “accapparare” il tavolo al parco ci avevo mandato il nonno, perché qui da noi non si prenota niente, chi prima arriva…prima arriva.)

  5. That’s LA!!! Io invece per il compleanno numero 5 di Angelica ho fatto una bella festa di Carnevale alla vecchia maniera con bimbi mascherati , stelle filanti, coriandoli ( fatti arrivare dall’italia) frittelle, chiacchiere, pizza, torta di Elsa!?!? , mio marito mago per l’occasione, ballo della scopa ….il tutto nel nostro appartamento. Tutti felici ed entusiasti 🙂 Semplicita’ e fantasia ecco cosa bisognerebbe mettere nelle feste dei nostri preschoolers, ma spesso e’ molto piu’ comodo e meno impegnativo pagare qualcuno per fare cio’.

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