Butterfly effect

Screen Shot 2015-02-20 at 12.39.38 PMAlex è arrivato da San Francisco, con due giorni di ritardo, perchè ha dovuto percorrere diciassette miglia di costa avanti e indietro un paio di volte per vedere tutti gli elefanti marini e le foche e le lontre. Che poi le lontre non le ha viste, e allora si è comprato la maglietta.

Alex, quando l’ho rivisto dopo quasi due anni, mi è sembrato tanto più grande e forte e noi tanto più piccolini.

Alex è nato ventisette anni prima di K, nello stesso esatto giorno, e K è nato ventisette anni esatti dopo Alex, in quello stesso giorno in cui noi quattro, Alex, Daphne, Tony e io, ci alzavamo in un campeggio della Lapponia, io e Daphne ci nascondevamo in bagno a gonfiare i palloncini, e cantavamo buon compleanno su un plumcake finlandese variegato al cioccolato e poi partivamo a pedalare per le foreste; K è nato mentre Alex si fermava ogni chilometro per cibarsi di berries sul ciglio delle strade, e poi voleva fare una strada alternativa into the wild e allora gli abbiamo detto ci vediamo dopo, e Tony e Daphne e io siamo andati avanti a pedalare per dieci, venti, trenta chilometri, quaranta chilometri, dicendo avrà preso una scorciatoia e adesso ci spunta davanti e ci fa il verso; K è nato mentre la mamma di Alex chiamava dalla Russia per fargli gli auguri ma Daphne aveva il suo telefono e non poteva rispondere per dire che ce l’eravamo perso; forse K era già nato mentre Tony, Daphne e io ci fermavamo a pranzare in un microscopico villaggio di tre case e un’osteria, dai aspettiamolo qua, il posto più tipico e delizioso di tutto il viaggio, con marmellata dolce di frutti di bosco e zuppa cremosa ai funghi e patate burrose; K piangeva già quando Tony ha deciso di tornare indietro a cercare Alex disperso nel giorno del suo compleanno e Daphne e io cercavamo un posto per la notte dove piantare le tende e le renne ci hanno inseguito nella foresta e Daphne era preoccupata e mi ha fatto vedere l’anellino che Alex le aveva regalato; K forse dormiva quando Tony dopo aver ripercorso i quaranta chilometri ha trovato Alex con la bicicletta in spalla, e la ruota bucata, che rassegnato tornava al campeggio in cerca di aiuto, e nessuna delle tre macchine che erano passate in otto ore si erano fermate ad aiutare un povero ciclista in tutina rossa elasticizzata che si sbracciava come un pazzo e mimava ”pompa pompa” con le mani; K era nato, e vivo, e piccolissimo, mentre Tony aggiustava la ruota e la pompava e tornava indietro, caviglia infiammatissima dopo centoventichilometri, e riportava Alex a Daphne, e noi due avevamo trovato una casetta nella foresta e cucinato la cena e io avevo imparato come si monta una tenda.IMG_0481

Alex quando ti incontra la prima cosa che ti racconta è la Storia del Suo Compleanno. In una versione lunga, vittimista e melodrammatica che mi piace sempre ascoltare e che ormai capisco anche in russo. E ormai la sa anche little K.

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4 thoughts on “Butterfly effect

  1. Sembra complicato alle prime battute e ti chiedi: ‘ma chi questo Alex?’ Poi capisci tutto. Tra il picoclo K. e Alex ci sono ben 27 anni di differenza che non si avvertono!
    Sempre brava nel raccontare le storie. Non hai scritto nulla dopo le storie di L.A.?
    Serena notte a tutti voi.

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