Vestivamo all’americana

La prima cosa che mi è stata chiesta dalla mia migliore amica quando mi sono trasferita negli US non è stata come stavo, com’era la nuova casa o se ero andata al mare.

Da brava fashion addict, ovvero l’unica persona di mia conoscenza che possiede più scarpe di me e molti più accessori inutilizzati ma abbinabilissimi, mi ha subito domandato se le americane si vestivano davvero così male.

Un anno dopo, posso affermare, che no, non si vestono così male. Peggio. Della serie, i costumi di Halloween rientrano nella collezione pret-a-porter (e sarà per questo che nei week-end, in qualsiasi stagione, li fanno indossare ai bambini).

Passi pure per quegli obbrobbri di vestiti corti davanti e lunghi dietro, i gonnelloni stretch di cotone a righe orizzontali che ti allargano a dismisura e minigonne scamosciate celestine con le frange da cow-girl.

Il fatto è che se poi si ricoprono di indumenti di diverse tonalità di grigio dalla nuca alle caviglie, per darsi un tono vagamente sobrio, non è che un paio di scarpe arancione fluo insieme a braccialini e collanine plasticose altrettanto sgargianti diano un bell’effetto d’insieme.

E per carità, non mi parlate di canottierine grossolanamente traforate, possibilmente giallo fosforescenti, del mocassino col brillantino abbinato al pantalone stretch fantasia d’oriente o di camicie jeans su vestitini hipster preferibilmente con spacco laterale che fanno tanto Kelly di Beverly Hills nei suoi momenti peggiori.

Gli shorts ascellari per tutte le occasioni, possibilmente con l’orgogliosa tasca a stelle e strisce che penzola di fuori, non me li nominate neanche, chè ho già dovuto rivedere il mio concetto di mise da segretaria, qui trasformatosi in micropantaloncini da boxer, magliettina sformata da pizzaiolo accaldato ed infradito di gomma color pastello.

Sarò io che non sono ancora riuscita a cogliere il fascino di ciabattine da aladino con ricami a forma di baffo o l’utilità di sfoggiare stivali foderati di finta pecora e copricapi di opossum sul lungomare di Venice…

Ma finchè sono ancora immune, preferisco perseverare nell’intonare lo smalto al tappetino yoga ed il casco della bicicletta alla borsa e dedicarmi al mix ‘n’ match esclusivamente in cucina.

Cheese cake speziata alle pesche sciroppate

Ingredienti

Per la base di biscotto

  • Burro, 85 gr, a temperatura ambientepeach cheese cake
  • Zucchero a velo, 30 gr
  • Estratto di vaniglia mezzo cucchiaino
  • Farina integrale, 70 gr

Per il ripieno

  •  500 gr di yogurt greco
  • 300 gr di formaggio cremoso
  • agar agar
  • 3 cucchiai di zucchero a velo
  • estratto di vaniglia mezzo cucchiaino
  • mezzo limone
  • una confezione di pesche sciroppate
  • chiodi di garofano 4-5 spizzichi
  • cannella mezzo cucchiaino
  • anice mezzo cucchiainocheese cake slice

Come procedere:

Preparare una teglia da forno di circa 20 cm di diametro.
Mescolare il burro fuso e lo zucchero, aggiungere l’estratto di vaniglia e la farina, amalgamando il tutto bene. Versare il composto sul fondo della teglia e bucherellarlo, poi infornarlo nel forno acceso a 175°C,  cuocendolo per una ventina di minuti.

Preparare quindi il ripieno: sciogliere un cucchiaino di agar agar in un pentolino con il succo delle pesche sciroppate (circa metà del barattolo), il succo del limone e l’estratto di vaniglia, facendo sciogliere a fuoco bassissimo, quindi verso la fine aggiungere le spezie, cuocere ancora dieci minuti o finchè non si raddensa al punto giusto e poi lasciare raffreddare.
In una ciotola versare lo yogurt greco e il formaggio cremoso con tre cucchiai di zucchero. Unire quindi alla crema la gelatina speziata e mescolare: versare il composto sopra la base e mettete in frigo.
Cospargere la parte superiore della torta con le fettine di pesche sciroppate.
Servire ben fredda.

24 thoughts on “Vestivamo all’americana

  1. Seguo sempre molto volentieri i tuoi post, non sono mai stato “in america”, prima o poi capiterà e allora mi ricorderò di quello che hai scritto. Le tue proposte culinarie come questa sono un attentato alla mia dieta che, in questi giorni, è stata messa dura prova. Hi!

  2. Mamma mia che orrore! Veramente non pensavo si arrivasse a tanto, ma apprezzo molto la libertà con cui ognuno si può “coprire”. Qui da noi se mi limito a parlare delle mie cittadfine di provincia), se sgarri anche un minimo in eccentricità, sei bollato a vita

  3. a proposito dell’agar agar, allora io l’ho comprato a maggio in italia ma lo devo ancora provare. come mi regolo per la quantita’ visto che tu non la scrivi? quanti grammi (o cucchiaini) per ongi tot di liquido?

  4. Non sono mai stato in america ma probabilmente il loro modo di vestire è paragonabile a quello delle inglesi. Non che io faccia tanta più attenzione quando esco di casa.

    Comunque ho la mia ricetta personale di cheesecake, ma non avevo mai pensato al creare direttamente il biscotto con farina zucchero e burro invece di sbriciolare i biscotti per poi ricompattarli col burro…credo sia assolutamente più conveniente il tuo metodo sia in termini di stabilità fuori dal frigo, che di impatto calorico, credo che lo proverò!

  5. visto che qui siamo in inverno non devo preoccuparmi di nessuna prova costume e allora cheesecake sia. Sono tornata finalmente, non a pieni ritmi ma faro’ del mio meglio. A proposito di look vedo che hai cambiato il “tuo”🙂 .
    Un abbraccio !!!!!

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