Of diamond, carpets and american law

Meno male che internet c’è.

Che se non ci fosse, vi avrei costretti a venire a casa mia, posizionarvi sul divano con birra e salatini e guardare tutte ma proprio tutte le foto delle vacanze stile corazzata Potëmkin.

Vi avrei raccontato di come di quando e perchè.

Di come quattro amici lontani avevano deciso di andare tutti insieme in Turchia, ma poi forse era meglio di no, ma poi ci sono andati lo stesso, anche se per la mamma di Daph è stata la Grecia.turkey flag

Di come Istanbul era inconcepibilmente inconcepibile, e rumorosa, e sporca, e magica, e tutti attraversavano con il rosso e ti vendevano ciambelline con sesamo e mais arrostito per una lira, parlandoti in tutte le lingue del mondo.

Di lunghe conversazioni con un esperto di diamanti, tappeti ed american law, che aveva lavorato per trent’anni a Manhattan, ti rispondeva solo quello che voleva lui, e ti serviva la peggiore colazione della vacanza.

Di quando ti svegliavi alle cinque del mattino con il canto del muezzin.

pamukkale

Di montagne di sale dove fare yoga al tramonto ed interminabili partite di backgammon con la gente del luogo.

Di come Alex faceva la classifica delle migliori zuppe di lenticchie rosse del Paese, di cui doveva nutrirsi due volte al giorno.

Di come già ti mancano cetriolini e pomodori a colazione.

Di tutte le volte che Tony ha quasi perso la macchina fotografica, senza mai riuscirci.

Di come facevamo la classifica dei canti più stonati dei muezzin.

efes catDi come i gatti sono i sovrani assoluti della Turchia.

Di un ragazzone neozelandese che gira il mondo, dorme a tremila metri in maglietta e pantaloncini perchè non ci aveva pensato, e con calma e determinazione divora ogni mattina un melone, quattro uova, e due ciotole di yogurt col pane e miele.

Di una insegnante di tedesco che lavora ad Istanbul, e di una cinese di Hong Kong che studia il turco.

Di un siriano con gli occhi azzurri che vive in Qatar e fuma come un turco e la sua giunonica fidanzata russa.

Di donne che fanno il bagno al mare velate dalla testa ai piedi e di donne che gestiscono bed and breakfast e ti accolgono in una casa che ha la stessa tovaglia di cerata della tua nonna.

Del perchè portarsi dietro una palla da beach volley per tutto il viaggio senza mai trovare un campo su cui giocare.

Di come il cocomero col raki è la morte sua.

Del perchè un rafting così non puoi farlo da nessun altra parte, soprattutto se gli istruttori non sanno una parola di inglese e continuano a chiamarti ”kayak”.

Di quando all’improvviso in una piazzetta nel profondo sud della Turchia senti quella canzone di Leonard Cohen.

antalya

Di come qualcosa sta cambiando. Di quanti ragazzi, vecchi e bambini e famiglie manifestavano pacificamente in tutte le città.

Di come la costa turchese forse fra dieci anni non sarà più così turchese, ma cemento.

Di come la mezzaluna turca ci ha accompagnato per tutto il viaggio, e quando è diventata piena ce ne siamo andati via.

moon

Ma, come dicevo, internet c’è, e potreste anche scegliere di non fermarvi.

Io però per restare in tema vi offro  un piatto ottomano vegetariano e rivisitato, per tutti quelli che le vacanze sono finite, e sono rimaste nel cuore, oppure devono ancora cominciare.

Kebap vegetariano di melanzanekebap vegetariano

Ingredienti

  • Due melanzane lunghe
  • Due pomodori
  • Riso basmati/pilav
  • Yogurt
  • Menta
  • Insalata tipo iceberg
  • Olio
  • Sale

Come procedere

Mettere le melanzane ed i pomodori interi in una pirofila nel forno caldo a 220° per un’ora, ricoperti dall’alluminio. Bollire il riso secondo il tempo di cottura.

Una volta pronte, disporre le melanzane tagliate in tre-quattro ed i pomodor tagliati a metà nel piatto sui lati, ed al centro disporre l’insalatina fresca, con sopra il riso ed il prezzemolo. Accompagnare con lo yogurt e/o con l’olio evo.

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23 thoughts on “Of diamond, carpets and american law

  1. La Turchia l’ho visitata da ragazzina ed è un paese in cui vorrei tornare (mi sa che il frigorifero non basta per la lista dei viaggi…)!
    La tua ricetta è favolosa anche perchè adoro le melanzane ma cucinate sempre nello stesso modo, prima o poi mi stufano.
    OT: a fine novembre arrivo, ricordi? Alloggerò a Venice beach, in Marco place- 90291-
    Ci sarai?

  2. Ciao super, inantata dalla foto con le 4 ombre e, come sempre, anche dei tuoi racconti e piatti semplici ma ricchi di passione. Ciao.

  3. Ho desistito da fare il mio secondo viaggio in Turchia per maggiore sicurezza visto che cmq un po’ di maretta c’è. Una delle più affascinanti vacanze Da Istambul in kaicco sette giorni di mare e bagni, notti in casa di pescatori e cene di pesce ‘da tirartelo dietro’.
    Gente ospitale, povera gente con grande dignità.
    Grazie del tuop resoconto ma la birretta niente eh?

    sheraunabbraccio

  4. Scrivi di piu’, scrivi di piu’, un post magico, mi trasportata letteralmente in turkia, che io non ho mai visto, ma dove mio marito c’e’ stato 5 volte. a quando un tuo libro? bacionissimi

  5. Peccato che internet c’è! Non mi sarei di certo annoiata accettando il tuo invito! 🙂 Hai scritto un post semplicemente meraviglioso e altrettanto meravigliose sono le immagini che hai pubblicato ma troppo poche 🙂 Complimenti Supercaliveggie. Un bacione di metà settimana.

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