Siamo birre su scaffali di un grande ipermercato

Entrare al superipermercato in America è un’esperienza di quelle che quando esci, se esci, hai perso il senso dell’orientamento spaziale, temporale e sul self.

gardenfresh birds

Non per niente ogni grande store è fornito di caffetteria, farmacia e solerti commessi che ti tampinano ogni cinque minuti chiedendoti se hai trovato quello che ti serve, ma a quel punto, dopo ore di vagabondaggio, stremata dalla lettura compulsiva delle etichette, sfiduciata di trovare qualcosa senza il flavor al formaggio o l’olio di palma, e quasi in preda alle allucinazioni, non te lo ricordi più, cosa ti serve davvero.gardenfresh zebra

Cercando di sfuggire all’inseguimento dei barattoli di burro di arachidi che implorano di venire a casa con te ma non meno di dieci alla volta, ti ritrovi davanti un totem di confezioni blu elettrico di macaroni mc’n cheese liofilizzati belli pronti per essere gustati in pochi secondi, e quando con una mossa audace ti precipiti nel reparto frigo, devi affrontare buste gelatinose di bianchi d’uovo facenti bella mostra tutte soddisfatte della loro salutare mancanza di colesterolo cattivo.

Disperata, finisci senza sapere come nella sezione dolciumi, ti ritrovi a contemplare i biscotti che in realtà si rivelano cantuccini giganti ma soffici, i cookies con chips tuttigusti a forma di frittatine schiacciate e dalla consistenza pastosa, i biscuits ovvero burrose frolle rotonde, i croissant che per definizione devono avere almeno 800 calorie e restarti sullo stomaco tutto il giorno, muffin di tutti i tipi, berry o non berry, chocolate o zucchini, low-fat, transfat free, no fat, superfat, i coffee cake dolciastri e sbriciolose non al gusto di caffè, una sfilza infinita di banana bread, lemon bread, pumpkin bread, bagel cosparsi di sesamo, semi di papavero, all’aroma di cipolla e/o cannella, cupcake iperchimici e del resto ormai fuori moda, almeno secondo Vanity Fair, che pronostica per il 2013 il dominio mondiale dei mitici donuts dalla  glassa arcobaleno.

cerbiatto gardenfresh

Ma tu volevi solo delle fette biscottate. Banalissime e noiosissime fette biscottate. Forse un po’ troppo noiose, e nonostante ti riprometti di non entrare più in quel vortice infernale di corsie invase di scatole mostruose e scatolette parlanti e non tradire più il tuo amato Trader Joe, andare più spesso da Whole Food, e non mancare le tue capatine settimanali al Farmer Market, il tuo sguardo delirante ed un po’ confuso ha tratto ispirazione dal Cinnamon Swirl Bread. Ma da fare a casa tua, al sicuro da tutti i pericoli.

Le foto sono un progetto scoperto qui.

Cinnamon Swirl BreadCinnamon swirl bread
Ingredienti:
Bread:

  • 1 cucchiaio di burro
  • 1/2 tazza di latte
  • 2 cucchiai di zucchero bianco granulato
  • 1/2 cucchiaino di sale
  • 1 cucchiaino di cannella in polvere
  • 1 bustaina di lievito secco attivo
  • 3/4 tazza di acqua calda
  • 2 tazze di farina 00

Inside:

  • 1 cucchiaio di latte
  • 1 cucchiaio di zucchero di canna
  • 1 cucchiaio di cannella in polvere
  • due cucchiai di marmellata di lamponi

Come procedere:

Scaldare il burro ed il latte in un pentolino e mescolare insieme fino a che il burro si è sciolto. In una grande ciotola, mescolare lo zucchero, il sale e la cannella. Versare la miscela di latte e burro nella ciotola e mescolare. Sciogliere il lievito in poca acqua tiepida, versare nella ciotola e mescolare. Aggiungere la farina e girare l’impasto su un piano infarinato fino ad ottenere un impasto morbido e liscio. Quindi mettere l’impasto in una ciotola e coprire con un canovaccio pulito e lasciare lievitare in un luogo caldo per circa 60 minuti. Reimpastare per circa 1 minuto e stendere la pasta in una forma di base rettangolare. Sulla superficie della pasta srotolata spalmare un cucchiaio di latte (o 2 cucchiai di burro ammorbidito, io ho preferito il latte).
In una piccola ciotola, mescolare lo zucchero di canna, la marmellata e cannella. Cospargere la miscela sulla pasta srotolata. Poi arrotolare la pasta attorno a sè stessa e formare una pagnotta. Sistamarla in una teglia da plumcake imburrata. Coprire con un canovaccio pulito e lasciate lievitare in un luogo caldo fino a quando raddoppia, circa 30 minuti. Preriscaldate il forno a 180°. Tagliare tre barre in diagonale nella parte superiore della pagnotta. Cuocere il pane da 35 a 45 minuti, fino a quando diventa dorato. Sformare il pane e lasciare raffreddare su una gratella, quindi affettare.

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46 thoughts on “Siamo birre su scaffali di un grande ipermercato

  1. ahahaha anche io quando entro in un supermercato so per cosa entro, ma non so con che cosa uscirò…però il bello è anche questo tranne per quelle volte che capita di uscire senza nemmeno lontanamente quello di cui avevi bisogno!!! 😉

  2. Meravigliosa questa descrizione dei supermercati americani! Sei un mito Caligirl, ora ti metto nella mia blogroll perche’ rifletti proprio come mi sento io negli USA! Le fette biscottate ce le hanno da Trader Joes, ma sono in formato mini nella sezione crackers. Quelle di grandezza standard italiana le ho dovute cercare quando e’ venuta in visita la mamma che mangia solo quelle per colazione. Le ho trovate in supermercati “etnici” (polacchi, italiani etc) che immagino esistano anche in california. Anzi, beata te, immagino che tu abbia una fornitura di prodotti italiani importati piu’ vasta!

  3. Una decina di anni fa sono stato nel Maryland, e vi sono rimasto per più di un mese ospitato da una famiglia di parenti di un’amica. Ho vissuto quotidianamente con loro, anche andando a fare la spesa in questi super centri immensi. Ricordo infatti (questo post mi ha fatto rivenire in mente!) chesi poteva comprare di tutto ed in maniera smisurata! Dai galloni di latte (che nella plastica bianca, facevano molto “detersivo”) alle confezioni immense di congelato di ogni forma e sapore! E poi la cosa che più mi sconvolse e che in un piccolo centro abitato, vi era questo super-iper-mercato gigante che da solo poteva contenere più del doppio degli abitanti di quel luogo!! Follie consumistiche dell’ “altro mondo”!!!
    Guardando le foto che hai postato mi è torbato in mente la spropositata grandezza e i corridoi talmente ampi da sembrare deserti anche quando nn lo erano!!

  4. Ahh, il Farmer market!!! Lo adoro quel posto!!! Quest’autunno mi sa che ci vediamo, vuoi???
    Bacio
    Ah, dimenticavo! Deliziosa la tua ricettina, facilmente veganizzabile! Un’altra bella ideuzza per il mio B&B!!

    • Certo!!! Fammi sapere quando vieni! Anche io adoro il farmer market, soprattutto quelli dove puoi assaggiare tutta la frutta! E grazie per apprezzare la mia ricetta, la prossima volta provo a veganizzarla!

  5. Non è possibile, mi hai fatto troppo morire! Esperienze simili le ho avute a Londra, ma fortunatamente non sono incappato in megaultraiperstores pieni di ogni cosa di dubbia ricetta.
    A cercare bene però le cose interessanti si trovano……..beh….perse nelle corsie chilometriche…

  6. Non ti sapevo infortunata.
    Certo che dalla descrizione allucinante di un mega store americano credo che si deve stare alla larga.
    Non esiste il salumaio sotto casa?
    Felice serata
    Un grande abbraccio

  7. buone le girelle! wordpress ha fatto il monello, questo post non me lo voleva far vedere 😦
    Davvero i supermercati sono cosi’ giganteschi? ma, io mi ci perderi dentro, sono contenta che tu sia tornata sana e salva!
    (P.S… le cupcakes ancora ancora non mi dispiacciono, ma i doughnut glassati proprio no… speriamo che vanity si sbagli!)
    buon w-e!

  8. Io adoro, in un paese straniero, perdermi tra gli scaffali di un supermercato per vedere tutte le stranezze che ci sono e che, in qualche modo, dicono molto della cultura di quel posto…però, forse, un superipermercato è davvero troppo dispersivo!!!
    Neanch’io sapevo del dito, ma mi fa piacere che ora vada meglio! 🙂

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