Natale alle Hawaii, anche mai

No, non è la recensione del prossimo film di Vanzina.

E’ che la cara R., determinata a trascorrere le vacanze di Natale alle Hawaii, per settimane e settimane mi ha sottoposto la lista aggiornata di tutti i voli low cost, la classifica delle migliori isole da visitare e l’elenco interminabile di tutti gli hiking più impegnativi su e giù per i vulcani. Già me la vedevo, hyperactive R. che ci svegliava alle sei del mattino per andare a correre sulla spiaggia e ci guardava storto come alcolizzati all’ultimo stadio alla seconda birra della serata. Io seppur perplessa continuavo a leggere gli opuscoli degli alberghi low budget di Honolulu e dei campeggi  di Maui durante i nostri pranzi del mercoledì nei quali lei pilucca i suoi germogli di soia ed io mi sento ingorda se finisco l’insalata. Poi R. si è accorta di aver speso tutti i suoi risparmi nelle quindicimila sedute di epilazione laser definitiva extreme total body ed ha desistito. Alle Hawaii ci andremo un’altra volta, quando entrambe non saremo al verde e soprattutto quando lei potrà sfogare tutta la sua energia e indirizzare le sue manie perfezionistiche in qualcos’altro, o meglio in qualcun altro, così noi potremo dormire in pace sotto le palme o spararci un Pometini  danzando sulla sabbia addobbati con gonnellini di paglia e collanine dai fiori sgargianti. Suonando l’ukulele, ovvamente.

Ed anche se lei non me l’ha mai dichiarato, so che nutre una passione segreta per CoreaMan, il quale è ahinoi già promesso alla sua gelosissima fidanzata coreana con cui trascorre notti di fuoco su Skype. Ed anche se lei non lo sa, nella mia mente diabolica ho già in mente qualcun altro che potrebbe farle dimenticare le amarezze di questo amore impossibile  ed assolutamente non corrisposto.

No, non Yazi, per cui la madre ha già scelto la futura sposa scambiandola con cento cammelli.

E’ l’uomo X, che la aspetta a casa mia stasera per un romantico incontro a sorpresa ed un dessert, accuratamente ipocalorico e vegano.

Budino di Tapioca al cocco e melogranobudino tapioca al cocco e melograno

Ingredienti:

•    Tapioca in perle, 80 g
•    Latte di cocco 1 bicchiere
•    Semi di (mezzo) melograno
•    Zucchero integrale di canna 50 gr
•    Vaniglia estratto
•    Farina di cocco

Come procedere:

Lasciare in ammollo per 30 minuti la tapioca in acqua fredda.

Portare a bollore il latte di cocco allungato con un bicchiere di acqua, aggiungendo lo zucchero e la vaniglia. Versare la tapioca e lasciare sobbollire fino a che non sarà diventata trasparente ed omogenea, mescolando spesso. Spegnere il fuoco; aggiungere il melograno e lasciare riposare un paio di minuti.

Con un mestolo fare le porzioni mettendo il composto in quattro bicchieri trasparenti e lasciare ulteriormente intiepidire.

Cospargere di farina di cocco e quando è tiepido mettete in frigo per 4 ore.

 


26 thoughts on “Natale alle Hawaii, anche mai

  1. Ecco. Che te lo avrei detto io, se non ci avessi già pensato tu, di farle conoscere qualcuno. Ché certe pulsioni salutistiche si sfogano bene in due!
    E’ sempre estremamente piacevole leggerti. Il velo di sottile ironia non sconfina mai e lo stile resta leggero, scorrevole e divertente.

  2. ..to be continued…
    non vedo l’ora leggere il seguito!!
    Anche Sofi (figlia n°4) vuol andare a Hawaii, ma ha il moroso che tra mille ma e mi non si decide.
    Mi sa che a Hawaii, ci andrete tutti un’altra volta😀
    Buonissimo lunedì mia cara!
    baciussss

  3. Parto dalla ricetta che mi ispira moltissimo!!! Quanto alle Hawai’i, beh, che dire? Ti esorto ad andarci appena potrai. Io ci sono stata due volte – l’ultima volta l’anno scorso – e mi sa che ci scapperà pure una terza volta, una quarta, una quinta,……un’ennesima!!!
    Ci sono dei ristorantini vegan a poco prezzo da urlo!!
    Bacioni!!!!

  4. Stasera sei la sensale del focolare per l’iperattiva R.?
    non riesco a comprendere come una donna (o un uomo) cerchi solo amori impossibili senza vedere quelli normali (e possibili) che stanno sotto il naso.
    Niente Hawaii ma dove sarai per Natale?
    Felice serata.
    Un abbraccio

  5. La tapioca effettivamente è originaria dell’America del Sud, e deriva dal tubero della manioca (o cassava), è un amido che si può usare come la farina dei cereali. Si presenta sotto forma di piccole sferette dal colore bianco che, una volta cotte, diventano trasparenti e gelatinose.
    Baci.

  6. era un po’ che non riuscivo a “leggerti”. niente risate mattutine con la mia tazza fumante di caffelatte ma solo scatole e scatoloni😦 ma ho deciso che oggi qualche ora potevo dedicarmela. Non trovo la tapioca va bene se uso un’altra farina tipo amido di mais o qualcosa del genere?
    Un abbraccio

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