Vi presento Friday Black

Mea culpa, nel giorno del Ringraziamento non ho scovato nè il Tofurky nè la carissima V. (qualcosa per cui essere grati), ed ho quindi ripiegato per un composto Thanksgiving a casa di scomposti amici di R. che ci hanno allietato con aneddoti sui maialini da latte rumeni e rifocillato con sformati di patate dolci, fagiolini, broccoletti, salsa di cranberries, ed indimenticabili bignè coreani. Poi, non so se per effetto dello shot messicano di Mezcal con arancia e paprika, tornando a casa ho avvistato un coyote che correva a tutta forza attraverso il parcheggio di un centro commerciale. Forse si premurava di mettersi in fila per il Black Friday.

Difatti nel cuore della notte fra il giovedì del Thanksgiving ed il venerdì tutti i negozi aprono le porte del paradiso tentando il comune cittadino americano con sensazionali saldi a prezzi stracciati. Cerchi concentrici di gente in fila si arrotolano su se stessi intorno agli isolati alle due di notte. I più previdenti si accampano dal pomeriggio prima improvvisando picnic a base di sandwich al tacchino. Non mi è chiaro se il Friday sia Black perchè alla fine non riesci ad accapararti quell’aspirapolvere spaziale a prezzo stracciato o quella utilissima teglia per i pops, e sei incazzato nero, o perchè dopo ore di shopping compulsivo ti rendi conto di essere rimasto senza un centesimo, e quindi sei incazzato nero, o perchè vai incontro ad un’alta probabilità di rimanere schiacciato sotto i tacchi delle signore che assaltano le porte dei centri commerciali, e in questo caso  sei morto e non puoi incazzarti, o per i poveri commessi a cui tocca lavorare di notte in piena fase di turkey-digestione, e sono loro ad essere incazzati neri.

Nel tentativo di carpire l’origine di tale tradizione, e nella recondita speranza di impossessarmi di quella sciarpina viola con i pendagli da Urban Outfitters, ho persino puntato la sveglia alle tre e trenta am, ma alla fine la pigrizia ha avuto la meglio e sono rimasta a letto a contemplare la mia palma preferita  dalla finestra. E di black oggi c’è stato solo l’hummus.

(Vi presento) Hummus Black

Ingredienti:

  • Fagioli neri 500 gr.
  • Cumino un cucchiaio
  • Sesamo due cucchiai
  • Olio
  • Succo di mezzo limone
  • Sale
  • Pepe
  • Formaggio cremoso o yogurt due cucchiai

Ingredients:

  • Blacks beans 500 gr.
  • Cumin one tablespoon
  •  Sesame two tablespoons
  • Olive oil
  • Juice of half a lemon
  • Salt
  • Pepper
  • Cream cheese or yogurt two tablespoons

Come procedere:

Se usate i fagioli secchi, metterli in acqua per 6-8 ore con un pizzico di bicarbonato, quindi cuocerli semplicemente in abbondante acqua salata per una quarantina di minuti. Frullare tutti gli ingredienti aggiungendo un po’ di acqua di cottura dei fagioli ed accompagnare a crostini o cruditè.

Put black beans in a bowl with water for 6-8 hours with a pinch of baking soda, then cook in boiling and salted water for forty minutes. Blend all ingredients, adding some more water and serve with toast or raw vegetables.

In extremis, e grazie all’invito di Brii, con questa ricetta partecipo a… (frase magica che leggo sempre sui vostri blog) …

…WHB.

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32 thoughts on “Vi presento Friday Black

  1. Ma guarda… Non sapevo del black friday, non mi sembra di averne mai sentito parlare nemmeno nei film, e pure il mio capo che vive negli USA non me ne ha mai parlato!!! Ho imparato una cosa nuova!!! Baci

  2. Buffo che da noi le nottate di shopping si chiamino notti bianche (anche se non ci sono sconti, che io sappia) forse perché si resta in bianco senza un centesimo… Comunque anche su di me la pigrizia avrebbe il sopravvento, non riuscirei mai a costringermi ad ore di coda nella ressa! 🙂

  3. Ah ecco cosa era! MI diceva Sofi (figlia n°4) che anche online c’era sto “Friday Black o Black Friday”. Io sono rimasta un po’ scossa perché per me il nome “Black Friday” ricorda il crollo del mercato dell’oro nel 1869. Non ne avevamo mai sentito prima d’ora nemmeno noi.
    Anche qui ci sono le notte bianche…che in effetti ci fa andare tutti in bianco…o perché abbiamo perso il sonno o perché siamo rimasti senza soldi. :-DD
    Buono il hummus, mi piace un sacchissimo i fagioli neri!
    baciussss

  4. Ecco l’ennesima tradizione americana, anzi, anglosassone, che mi piomba addosso come una totale inaspettata novità. A volte mi chiedo se noi e loro stiamo davvero sullo stesso pianeta e se davvero ci hanno culturalmente colonizzati. Ma loro ce l’hanno Santa Lucia?

  5. Il Black Friday è una vera occasione per fare affari. Sembra che il nome derivi dal fatto che i conti (per i commercianti) da rossi fino a quel momento, ritornino in nero, per via delle vendite alle stelle che, nonostante gli sconti praticati, danno la possibilità di guadagnare parecchio. Pensa, quindi, che ricarichi applicano i commercianti!!

  6. Ricettina semplice semplice ma originale… a proposito di compere, tu hai avuto il Black Friday, io ieri ha avuto la Black Sunday perché sono andata a fare compere e quando sono arrivata alla cassa con il passarapido (Il terminale che serve per la spesa self-service) ho premuto e mi sono spaventata! D’altra parte quando non hai più nulla in dispensa ed oltretutto si avvicina Natale e devi fare regali ai tuoi familiari….Comunque a parte questo, devo dire che fare la spesa con il passarapido, è molto più sbrigativo e veloce in quanto eviti le code. Credo che anche Voi in America abbiate questi sistemi per fare provviste nei grandi centri commerciali.
    Ad ogni modo ti faccio i miei complimenti per questo bel piattino….ricetta semplice semplice ma da 10 e lode!

    • Grazie! I grandi centri commerciali cerco di evitarli, sono più da mercatino della domenica sotto casa e supermercati medio piccoli che non ti vendono il latte con gli ormoni ed i cereali con i conservanti-edulcoranti, qui devi stare super attento! Baci a presto

  7. Pingback: WHB #361 – Il raccolto/the round up | briggishome

  8. Ne ho sentito parlare quest’anno per la prima volta, del black friday, perché anche alcuni siti di vendita via internet hanno lanciato degli sconti eccezionali per l’occasione.
    Ma è un’usanza che dura da molto?

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