5 incipit o quasi

C’entra poco col blog, o forse no, ma il gioco di citare cinque incipit di cinque libri amati ( by l’Ironica) mi stuzzicava. E poi mi mancano tutti i miei libri lasciati in Italia. Quindi…

”Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era cosí recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito.” (Cent’anni di solitudine, Gabriel Garcia Marquez). Ma che ve lo dico a fare…

”Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo, quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio di infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto.” (Il Giovane Holden, Salinger). Leggilo solo se hai quindici anni, e poi ricordatelo, per sempre.

”Non lo nego: sono ricoverato in un manicomio; il mio infermiere mi osserva di continuo, quasi non mi toglie gli occhi di dosso perché nella porta c’è uno spioncino, e lo sguardo del mio infermiere non può penetrarmi poiché lui ha gli occhi bruni, mentre i miei sono celesti” (Il tamburo di latta, Gunter Grass). Ma con un incipit così cosa dovrei commentare? Solo di leggersi il libro.

”Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un’occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v’erano né dialoghi né figure, – e a che serve un libro, pensò Alice, – senza dialoghi né figure? (Alice nel Paese delle Meraviglie. Lewis Carroll). Perchè è psichedelico ed immortale.

”Stette qualche secondo a contemplare la faccia smunta e gli occhi fissi, allucinati. Poi lentamente si sdraiò accanto a lui. L’uomo scosse lentamente la testa in segno di rifiuto. Rosa Tea sollevò un lembo della coperta e si denudò il petto. “Su, prendete,” disse. Gli si fece più vicino e gli passò una mano sotto la testa. Qui, qui, così.” Con la mano gli sosteneva la testa e le sue dita lo carezzavano delicatamente tra i capelli. Ella si guardava attorno, e le sue labbra sorridevano, misteriosamente” (Furore, Steinbeck). La Grande Depressione e la California. Ho barato spudoratamente citando la fine. Sconsigliato ad animi troppo sensibili.

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19 thoughts on “5 incipit o quasi

    • anche se la mia parte preferita è ”Il colonnello Aureliano Buendia promosse 32 sollevazioni armate e le perse tutte. Ebbe 17 figli da 17 donne diverse, che furono sterminati in una sola notte prima che il maggiore avesse compiuto 35 anni. Sfuggì a 14 attentati, a 73 imboscate e a un plotone d’esecuzione. Sopravvisse ad una dose di stricnina nel caffè che sarebbe bastata ad ammazzare un cavallo.”. Fantastico.

  1. Gli incipit che hai scelto appartengono tutti a libri che mi stanno molto a cuore, non potevo non lasciare un commentino. ^^

    Grazie per essere passata dal mio blog!
    A presto!!

  2. ciao, volevo ringraziarti di essere passata da me ed all stesso tempo cercao di aggiungermi come follower ma ho trovato solo l’iscrizione e quindi mi sono iscritta.Devo comunque curiosare ancora nel tuo blog e mi piacerebbe sapere come ci si arrivata in California semprechè hai volglia i scrivermi. Un caro saluto e buon weekend.

  3. Che meraviglia questi incipit (e questo finale… Ma anche l’inizio di Furore è bello assai!). Ce n’è un altro che mi è venuto in mente, mentre leggevo questi: è quello delle Memorie di Adriano… Bellissimo.
    Ho dato un’occhiata al tuo blog che trovo molto interessante… Verrò a trovarti (tempo permettendo)!

  4. Ciao, sono passata di qua per ricambiare la visita e…mi sono imbattuta in un blog davvero bello! Allora, inizio col dire che condivido la tua lista di libri…proseguo facendoti i complimenti per la tua ironia, la tua voglia di “creare” in cucina e la tua esperienza americana! Brava! Vediamo se ce la faccio ad inserirmi tra i tuoi lettori fissi…io che di tecnologia meno di zero 😉 Un abbraccio italiano, alla prossima!

  5. mamma se penso anch’io alla mia montagna di libri in Italia, ho rinunciato a tantissime cose senza alcun problema ma quelli e i miei utensili da cucina un po’ mi mancano. “Furore” non l’ho letto, “Alice” il libro della mia infanzia, meraviglioso, “Se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa! Ciò che è, non sarebbe e ciò che non è, sarebbe!” 🙂
    Volevo anche dirti che ti ho nominata per Ispiring Blog Award!
    Buona domenica

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