Il coinquilino fantasma

Disperata come la casalinga con i capelli rossi di cui non ricordo il nome, lunedì ore cinque pm mi presento a casa di V. con un cestino di muffin appena sfornati. Suono il campanello, nessuna risposta. Giro la maniglia della porta, la trovo aperta.
Mi tolgo le scarpe per non rovinare la moquette immacolata, evito lampade rotte e frullatori mai usati sul mio cammino, e mi guardo intorno per il salotto semibuio.
Facendomi perdere dieci anni di vita V. emerge da dietro il divano con un urletto isterico di felicità e mi prende a braccetto portandomi in cucina. Le chiedo chi stiamo aspettando, se stiamo aspettando qualcuno. A dire il vero nessuno l’ha ancora davvero chiamata per fissare un appuntamento reale ma le vibrazioni positive che avverte dalla mattina le suggeriscono che arriverà qualcuno, magari quello giusto. Non specifica se sia un possibile coinquilino o l’uomo della sua vita. Preparandomi ad un lungo pomeriggio, le allungo le bustine del tè che mi sono portata da casa per sicurezza e sistemo i muffin in un vassoio.

Dimenticavo di dire che V. non vive proprio da sola. C’è una presenza con lei, mi dice, la avverte, la sente ma non la vede. E’ il fantasma di uno studente che abitava nell’appartamento accanto, morto un anno prima in circostanze misteriose nella sua stanza, dopo un gioco etilico con i suoi amici. Avrà esagerato con l’alcol e magari con qualcos’altro, le dico, altro che mistero di Fatima. Dopo la sua morte, aggiunge avvicinandosi e stringendomi i polsi con le sue mani magre, il compagno di stanza come in preda a raptus scriveva sulle pareti le frasi che l’amico morto gli dettava, come lei stessa poteva vedere dal suo patio. Mi libero dalla stretta e mi affaccio scettica per leggere i suggerimenti dall’aldilà. No, ora non puoi vedere niente, mi avverte la voce di V. dietro le mie spalle, la ragazza che ci abita adesso ha dipinto le pareti di nero. Le ha dipinte ancora prima di sapere cosa era successo in quella casa, aggiunge abbassando la voce. Che c’è di così assurdo, le chiedo spegnendo il bollitore, magari è una di quelle studentesse tardo-adolescenziali-dark-depresse-Cure-addicted, e poi tu come facevi a sapere che lei era all’oscuro dei fatti? Perchè sono andata a trovarla e le ho raccontato tutto. E lei cosa ha detto? Che non era nero, ma grigio scuro.

Dopo tre ore siamo ancora noi tre, io, V. ed Alcoholic Ghost, con tè verde e pasticcini che mi vanno di traverso ad ogni nuova storia di spiriti che V. narra imperterrita, quando suonano alla porta. E sono altri dieci anni di vita in meno.  V. aveva ragione, è arrivato quello giusto, ma per me questa volta. Tony il mio cavaliere sua sulla Trek nera è venuto a salvarmi, non prima di spazzolarsi i muffin rimasti e farsi strappare da V. la promessa di aggiustare quella lampada che giace sul pavimento da un anno.

Ghost Muffin cocco cioccolato e carote

Ingredienti:

  • Due uova
  • Zucchero 150 gr
  • Farina di mandorle 100 gr.
  • Farina di cocco 100 gr.
  • Carote grattuggiate 100 gr.
  • Gocce di cioccolato (chocolate chips) 70 gr.
  • Yogurt 125 gr.
  • Miele un cucchiaio
  • Estratto di vaniglia 1 cucchiaino
  • Lievito un cucchiaino

Come procedere:

Mescolare i rossi dell’uovo con lo zucchero ed lo yogurt finchè non si ottiene un composto spumoso, aggiungere quindi il miele. Montare a neve i due albumi ed aggiungerli all’impasto insieme alla farina di mandorle e di cocco e le carote grattuggiate, la vaniglia ed il lievito. Unire quindi i chocolate chips nell’impasto. Cuocere in forno negli stampini per muffin imburrati ed infarinati a 180° per 35 minuti.

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38 thoughts on “Il coinquilino fantasma

  1. Allora la casalinga disperata con i cappelli rossi si chiama Bree, ma no ti conviene somigliarci troppo (lo dico per la salute di Tony), basta fermarti ai muffin, che sembrano squisiti 😋.

  2. Bello questo blog. Belli i racconti di vita vissuta. E bello il fatto che non la meni troppo con il veggie. Io sono onnivoro, tranne rane e lumache mangio tutto, ma tutto. E quando vado all’estero cerco di assaggiare le cose locali. Debbo dire che “American Cuisine” suona come un ossimoro o al massimo una minaccia… 😆 ma proprio per questo motivo bello il fatto che il blog non trasuda nostalgia e rimpianti. A un certo punto hai detto che “finalmente siete felici”, beh fatti dire che questa felicità si legge chiaramente tra le righe. V. mi ricorda una tipa conosciuta per lavoro in una lunga trasferta texana. Ma la tipa era way less freak than V…. A presto!

    • Ci sono vegetariani che se la menano, carnivori che se la menano, ma anche pescetariani e fruttariani che non se la menano. Io non me la meno e basta, come atteggiamento generale nella vita.

      Io (non) me la meno ogni notte mi dimeno domani prendo il treno vado fino a San Remo! (Skiantos).

      A presto 🙂

  3. mi ricorda qualcuna la tua amica V 🙂 Io ho una C originale e simpatica che avverte presenze e racconta di spiriti, ma “gli anni di vita di meno” sono di piu’ se alla serata aggiungi un terremoto le due del mattino, ed 2 kl di profiterol!
    Sei veramente simpatica, ti leggo sempre volentieri 🙂

  4. Sei un’ottima scrittrice, non so mai dove comincia la realtà o la finzione.
    Mi piace l’idea del ghost un po’ brillo, però i tuoi muffins sono speciali.
    Io li adoro sempre, dolci o salati, ma questi andranno bene per Halloween, o no?
    un abbraccio

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