Luppolo e diamanti

Le prime settimane era tutto un rimpianto. Una disperazione. Uno strapparsi i capelli (e ne abbiamo tanti). Di Birrificio, come la mamma, ce n’è uno solo. Il primo Birrificio non si scorda mai. Quando entri al Birrificio, è un po’ come entrare da Tiffany, sai che non può succederti niente di male. Quando hai le paturnie vai al Birrificio. Quando sei felice pure. Quando non hai niente da fare, anche. Dopo una lunga giornata di lavoro, prima, dopo e perchè no durante un esame, in apertura ed in chiusura. Quando mettevano i Pearl Jam al Birrificio. Quando  il Birrificio è pieno così fai il numero della ragazza che ci sono le tue amiche che aspettano fuori e magicamente trovi posto, salvo poi presentarti con una netta predominanza maschile ed i tipi al tavolo ti guardano male ma che ti frega, hai trovato posto al Birrificio. Quando mettevano gli Skiantos, al Birrificio. Chissà quest’anno le nuove birre del Birrificio.

Insomma, il Birrificio non ci si prova neanche a rimpiazzarlo, al massimo compri una Mission al supermercato e te la scoli sul divano sentendoti un po’ Homer. Poi però, si sa, le relazioni a distanza non funzionano, interviene l’astinenza da birra artigianale, ti fai corrompere da una Indian Pale Ale, e riparte la ricerca della tua nuova birreria del cuore.

So far, in quota ci sono:
BrewCo: al secolo Brewing Company, non c’è bisogno di fare scenette imbarazzanti per sedersi, il locale è grande e prima delle dieci praticamente vuoto. Dopo si riempie di studenti universitari che guardano la partita o giocano a Trivia, che sarebbe una specie di Trivial Pursuit-Quizzettone a squadre. Il bello è che vinci la birra. Il brutto è che non si capisce niente nè dalla tipa che fa le domande al microfono nè di come si fa a vincere. E comunque vincono sempre i cinesi. Tu nel frattempo sbevazzi, tanto la scelta è ampia, spaziando dalle classiche Stone IPA locali alle birre di frumento belghe, passando dalle smoked scozzesi a quelle stagionali (Pumpkin Spice Ale!). Se sei davvero tanto ubriaco al piano di sopra c’è il karaoke. E se ti viene fame,  i Nachos con guacamole e pomodoro meritano.

Daily Pint: La birra è si importante, ma che sia fresca e spumeggiante. Qui lo è e si sente, se qualche Suv non ti ammazza prima all’incrocio mentre cerchi di raggiungere il posto agognato sulla tua biciclettina. Puoi scegliere la tua birra preferita sulla lavagna di fronte al bancone, e mentre il tipo del bar te la serve puoi mettere una canzone al Jukebox. Preferibilmente i Clash. Buona anche la selezione di scotch, se hai cinquant’anni o se vuoi fare il sofisticato. No cibo ma ampia sala fornita di tavolo da biliardo, calcetto balilla, Jenga e domino. Nel week end è così affollato che non fai fatica a trovare nuovi amici, specie dopo un paio di Dogfish Head.

Pianificando nuove esplorazioni del territorio, la birra ce la siamo portata pure in cucina.

Tofu alla birra 

Ingredienti:

  • 150 gr. di Tofu tipo naturale
  • 50 gr di olive
  • 80 gr. di funghi cremini
  • 1/2 cucchiaino di peperoncino
  • due spicchi d’aglio
  • una quindicina di capperi
  • 1/2 birra da 33 cl.
  • passata di pomodoro
  • olio, sale,  pepe, una manciata di prezzemolo

Come procedere:

Soffriggere in poco olio due spicchi d’aglio schiacciati, aggiungere quindi i funghi, il prezzemolo, le olive ed i capperi, con il peperoncino, sale e pepe nero. Dopo cinque minuti aggiungere il tofu,tagliato a fette rettangolari, lasciando soffriggere,  a fiamma medio-alta.

Aggiungere quindi la birra, in quantita’ sufficiente a bagnare il tutto. La restante birra intanto ve la potete scolare. Lasciar evaporare, mescolando e rigirando le fettine di tofu delicatamente di tanto in tanto.

Aggiungere infine due cucchiaiate di passata di pomodoro (io ho messo un cucchiaino di concentrato perchè quello avevo) e un pizzico di sale ancora. Far riprendere calore, coprire, e lasciare andare per 5 minuti a fuoco medio. Servite con una cucchiaiata di mashed potatoes (che non differisce molto dal purè ma mashed potatoes fa più figo).

39 thoughts on “Luppolo e diamanti

  1. Mi piace la birra, ma purtroppo m’inciucco immediatamente, il mio ello s’intende di birre, le conosce tutte (per fortuna non le beve anche). Dalle mie parti c’è un birrificio artigianale che ti piacerebbe molto, sitrova a Sauris, fanno anche una birra affumicata, ecco, per la tua ricetta userei quella, io amo il tofu, basta saper quale comperare, buon fine settimana e buon autunno.

  2. Ho visto dov’è su Google Maps, immagino che dalle tue parti birra e birrifici siano apprezzati! Se torno in Italia vengo lì…Per il tofu, io ne ho usata una ”normale” ma magari la prossima volta ne provo una special. Buon autunno anche a te (ma qui è ancora estate!).

  3. Mi piacerebbe tantissimo provare questo birrificio misterioso, dal tuo racconto sembra il locale di una vita precedente che ho vissuto insieme agli amici di sempre, qualche volta bevuti fino ad essere ubriachi altre volte soltanto soddisfatti. Il birrificio e sempre birrificio…

  4. Il bello delle ricette, e che sono racconti personali ed esperienze primordiali, che accompagnano il gesto di realizzare un piatto, come per le tue ricette. Complimenti.

  5. Non so perchè commento dal momento che la birra proprio non mi piace, ho avuto in casa due esperienze (addirittura) da dimenticare (si potesse…), ma mi piace troppo il tuo racconto e ti vedo andare al Birrificio ed avere sempre, da intenditrice, una birra in mano.
    Sei troppo simpatica, buona settimana.

  6. Magic momente: la volta che al birrificio hanno messo per 15 volte di seguito “Shpalman” di EELST. Per non parlare del periodo denominato “periodo di Italiano terrone che amo”.

  7. Anch’io sono diventata astemia, ma ricordo bene la birra di un birrificio locale, la Turbacci!
    In cucina la birra l’ho usata per fare la pastella per friggere e basta.
    Il tofu lo mangio pochissimo, ma piattini come questo sono senz’altro squisiti e completi!
    Continuo il giretto nel tuo blog e ti lascio con una domanda (se non sono indiscreta): cosa fai in California?
    😉

  8. Complimenti per il blog!.. e soprattutto per l’idea che sta alla base: conciliare senza stonature ricette e aneddoti di vita vissuta non è da tutti ed è molto interessante e simpatica come trovata!
    racconto e ricetta si esaltano vicendevolmante! mi piace un sacco !

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...