Parrucchieri e terremoti

Due sono le cose che mi terrorizzano da quando vivo a Los Angeles, e queste due cose sono i terremoti ed i parrucchieri.

La prima, angosciante paura me l’hanno trasmessa i miei frustrati ed invidiosi ex-colleghi, allietando la mia ultima settimana di lavoro in Italia parlando esclusivamente del famigerato ”Big One” in pausa pranzo. Simpatici come pochi, non rimpiango di averli lasciati alla loro triste e grigia vita nello squallido hinterland milanese. Arrivata qui ero in paranoia: ogni minimo spostamento sul divano, ogni gomitata sul tavolo, ogni passo nel corridoio, tutto mi sembrava ballare e tremolare. Sono diventata la più assidua cliccatrice di ”earthquake.usgs.gov”. Ogni giorno mando compulsivamente le mie segnalazioni, che per lo più si rivelano falsi allarmi frutto della mia fantasia malata,  dei lavori in corso sulla vicina 405, o del passo felino di Cabiria che balla la capoeira in salotto.

La seconda ed altrettanto paralizzante fobia è quella di farmi tagliare i capelli da uno sconosciuto che non parla la mia lingua. Un uomo potrà non capire, ma è così. Come rimpiango il mio vecchio parrucchiere ”oggi facciamo un taglio a chiocciola” che mi girava vorticosamente attorno e solo lui sapeva quello che faceva, ma lo faceva bene.  A LA ho fatto passare tre mesi e più facendomi crescere una chioma selvaggia, perchè non sapevo dove sbattere la testa, appunto. La mia amica V. mi ha caldamente consigliato l’hair stylist di O.C., il famoso telefilm di qualche anno fa. Non ho idea di dove e come l’abbia beccato, probabilmente al supermercato. Le ho risposto col mio inglese ormai fluent che certo, mi piacerebbe avere i capelli come Mischa Barton, ma forse forse ripiegherei su qualcosa di un tantino più economico.

Ho seguito quindi il consiglio dell’amica R. che, a parte la perversione di andare a correre alle sei del mattino, è una cara ragazza che non ha figlie alcolizzate, non richiede lezioni di cucina a buffo e conosce parrucchieri meno costosi. Ormai mi accontento di poco. A fare jogging all’alba ci sono andata solo una volta nella vita, e per un valido motivo, ma a tagliarmi i capelli con te ci vengo volentieri, cara R., ho pensato entusiasta all’idea di aver trovato una nuova amica non-importunatrice-di-commessi.

Quindi andiamo insieme, lei mi ragguaglia precisina sulla mancia da lasciare e sul fatto che l’haircut non comprende la piega, quindi se voglio posso pagare il prezzo base ed uscire con i capelli più corti ma bagnati e spettinati. La cosa comincia a piacermi.  Entriamo nel negozio, il proprietario mi punta chiedendomi se sono siciliana (ma come avrà fatto?) e mi annuncia in italiano che ho bisogno di essere tagliata tanto tanto. Evviva.

E mentre tale Natasha impugna le forbici chiedendomi di quanti pollici voglio accorciarli, il suo capo balla al ritmo della musica tamarra suggerendole more more, ed io mi maledico per non avere ancora imparato le maledette unità di misura, eccola la scossetta, quella vera, 3.2 gradi Richter, che quando la senti davvero non hai dubbi che la faglia di S. Andrea si sta dando una stiracchiatina! Due piccioni con una fava insomma.

Alla fine sono sopravvissuta, a taglio, scossa, Natasha, musica tamarra, amica precisina, con testa più leggera ed il portafoglio non troppo sconvolto. Però per riprendermi c’è voluto un piatto di quelli buoni tipo questo. A proposito di Sicilia, fave e momenti strong.

Ingredienti:Orecchiette cremose fave e pecorino
•    Orecchiette 500 gr.
•    Fave 300 gr.
•    Pecorino
•    Sale
•    Pepe nero
•    Aglio 3-4 spicchi
•    Peperoncino

 

Come procedere:
Togliete le fave dal baccello e immergetele in acqua bollente salata per circa 5-6 minuti, levatele con una schiumarola e passatele in padella dove avrete già insaporito l’olio con tre-quattro spicchi di aglio.
Buttate la pasta nella pentola dove avete sbollentato le fave, quando è quasi al dente saltatela in padella con le fave per due-tre minuti, aggiungendo pepe e peperoncino ed una mestolata di brodo di cottura.
Servitela con il pecorino grattugiato.

40 thoughts on “Parrucchieri e terremoti

  1. Terremoti. Qualche mese fa si è sentito benissimo anche qui a Monza (nono piano) quello dell’Emilia e se la casa non avesse smesso di oscillare a quel modo più volte al giorno avrei seriamente cominciato a pensare di venderla per qualcosa di meno panoramico! Si diventa paranoici a tempo record quando le pareti ondeggiano 😉
    Sul parrucchiere come darti torto… peggio del dentista, il rischio di ritrovati con un cespuglio ingovernabile per qualche mese scoraggia esperimenti ma quando ho traslocato l’ultima volta (e non certo lontano come te) dopo qualche mese mi sono detta: “vita nuova, parrucchiere nuovo” e mi sono buttata! 🙂 buona giornata,Vivi

  2. Grazie per la visita. Il tuo blog è interessante, però vorrei capire in quale parte della Sicilia si preparano le orecchiette con le fave e il pecorino :). Nel messinese si usano le fave secche ammollate e si prepara una minestra densa con la mafalda spezzettata (una pasta simile alle tagliatelle con i bordi arricciati) chiamata maccu. Ciao 🙂

      • Il Macco è una mitica minestra di fave preziosa e buonissima non è fondamentale la mafalda spezzetata, si possono usare orecchiette al posto dei meno diffusi cavateddi che appartengono alla tradizione del macco.

    • Non so darti una risposta filologica, ma posso dirti che le fave con e senza pasta sono comunissime nel trapanese. Sulla pasta possono essere fresche d’estate o secche d’inverno (e queste fanno una crema simile ai piselli spezzati). Poi sulle fave fresche che formaggio aggiungi se sei in sicilia? O una ricotta (di pecora!) ancora “cavura” oppure una spolverata di pecorino. E mangi sicilia!

  3. Beh, che dire?! Io la parrucchiera la vedo tre volte l’anno tanto i miei ricci scappano comunque dove vogliono loro, ma per trovare quella giusta ci ho messo molto e sono tanti i dettagli che le devo imporre che se dovessi farlo in altra lingua mi metterei … le mani nei capelli. Sui terremoti posso parlare per ore. Abito a 13 km dai crolli della bella Emilia. Averlo “sentito” è dir poco, averne paura talmente riduttivo che posso solo dirti di aver vissuto prima in macchina e poi in tenda per quasi dieci giorni, nonostante la mia casa fosse integra. Ho un’amica Californiana, abita a San Ramon. Trisnonno italiano. Quando le ho detto del terremoto in Emilia mi ha risposto con sufficienza perché per loro queste scosse sono all’ordine del giorno. Un paio di giorni dopo mi ha contattata allarmata: aveva visto le immagini dei crolli e le notizie dei morti… non posso sentire una vibrazione senza saltare. Quindi forse è un bene famigliarizzare poco a poco con le forze della natura. Tanto ci sono comunque. I tuoi piatti sono sempre allettanti.

  4. paura dei terremoti, condivido!
    condivido pure la paura di farmitagliare i capelli senza essermi spiegata bene prima (già quando parlano la tua lingua è impresa ardua!!!!)
    Anche con i parrucchieri noi italiani dimostriamo che per noi davvero il cliente è tutto, lo dai per scontato che uno non voglia uscire con i capelli bagnati e non messi in piega dal salone del parrucchiere! e che cazz!!!! ;D

    Bbbbona la pasta! orecchiette, fave, pecorino… un invito a nozze insomma!

  5. grazie al cielo qui del terremoto non mi devo preoccupare, ma come capisco quella del parrucchiere! Di solito me li taglio sempre in Italia, ma una volta all’anno ai miei capelli ormai non basta piu’, ho piu’ triple punte che doppie, e passo il tempo libero a guardare le referenze dei parrucchieri!

  6. Terremoti? Anch’io abito in una zona dell’Emilia dove li abbiamo sentiti molto forte, talmente forti che la paura del rumore (oltre che dell’ondeggiamento) è ancora viva. Pensa che l’altra sera per una festa qui hanno sparato dei fuochi artificiali, non ti dico il terrore nel riudire quegli scoppi che assomigliavano al terremoto, tanta gente ha avuto da ridire e a ragione. A parte che potevano usare quei soldi, e non sono pochi, per aiutare le famiglie terremotate, ma tant’è “la pubblicità è l’anima del commercio” dicono e..no comment.
    Altre scosse si sono succedute e ti assicuro che non è un bel vedere il terreno che si solleva ad onde.
    Ma ci hanno detto che bisognerà convivere con questa possibilità, un po’ meno che da voi, certo, ma non è piacevole.
    Per il parrucchiere hai ragione, io ci vado solo per tagliarli, ma l’ho cambiato in uno un po’ più trend (ma che rispetta il portafoglio) da quando mio marito mi ha detto che sembravo un carciofo. Sempre cucina è.
    Buona giornata.

  7. Ho lavorato alla fiat us representative a NY 5th & 43, 57 piano. Bene la prima volta che il grattacielo ha ondeggiato facendo scivolare me con sediola e scrivania annessa, non ho avuto la forza di ululare ma mi è uscito un flebile lamento tanto credevo di esser già nell’aldilà.
    LA mi piace molto e mi piace molto il mare caldo di laggiù.

    sheramaleorecchiette’dovelehaitrovate?

  8. Questo blog mi piace! Ricette tutte da provare e post che sembrano pagine di un libro… che brava! Vivere in California poi, al mare, un sogno! Io sono appena tornata in città dopo due mesi di spiaggia Calabrese – che non è la stessa cosa ma comunque non è male – e mi sento come un animale in gabbia… continua a scrivere cose belle, e a presto!

  9. Confesso di avere le tue stesse paure!!!! A parte quella seria per il terremoto…
    ..qui in Emilia non ho ancora osato il grande passo del taglio e dico (bisbigliando) che i capelli torno sempre a tagliarli in Sicilia dal mio parrucchiere 🙂 (crazy!)
    un abbraccio siculo!

  10. Parrucchieri e terremoti, si direi che mi ci riconosco parecchio di questi tempi. (e per il maccu ad Amsterdam, solo da Antonio di Maggio in Surinamestraat, se non era lui a farmelo scoprire, mi restava questo buco di competenze).

  11. Il terremoto effettivamente mi terrorizza, i parrucchieri in effetti li cambio spesso, una volta ti soddisfano e l’altra fanno un pessimo lavoro.. insomma non è facile.. Originale il tuo blog sai.. Complimenti e la pasta è ottima:-) un saluto e spero di rileggerti:-) buona domenica Cinzia

  12. mi piace molto quello che scrivi, il modo in cui ti racconti 🙂 La paura dei terremoti l’ho superata dopo quasi 3 anni in Cile dove le “scossette” sono settimanali, e allora….. o ti abitui o diventi paranoica, ma se vivi al 6 piano ti consiglio di non prendere l’ascensore….. non era tanto l’idea di rimanere bloccata dentro che mi spaventava, il don Juan mi avrebbe tirato fuori in un battibaleno, era il rumore che produceva, la sensazione che da un momento all’altro sarei precipitata al primo piano alla velocita della luce. Parrucchieri?…. Mi riconosco, vivo da un anno a Sydney e non trovo il coraggio di farmeli tagliare, prezzo a parte, in paese straniero il mio problema e’ “li vorrei leggermente scalati” e non so come mi ritrovo con un caschetto lunghezza nuca e frangetta sugli occhi.
    Leggo sempre con piacere i tuoi post!

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