B(re)aking b(re)ad

breaking-bad-season-2Non avere la minima idea dell’esistenza di Checco Zalone, del significato di Peppa Pig e del ruolo di Mika nella società italiana è uno dei tanti vantaggi di vivere oltreoceano.

Nel lungo ed impervio processo di dis-integrazione, però, succedono altre cose.

Immerso nel mondo di Netflix, Walter White può diventare la tua nuova ossessione (e Jesse Pinkman il tuo nuovo sex symbol). Puoi ritrovarti a sorseggiare Soy Chai Latte da Starbucks sotto il falso nome di Amanda. Puoi cominciare a collezionare tutti i volantini di cibo take-away dalla cassetta della posta, che magari un giorno ti interrogherai su cosa mangiamo stasera, thai, cinese o messicano.

Misteriosi accessori fluorescenti cominciano a fare capolino dal tuo armadio (il cappello di opossum, quello ancora no). Inspiegabilmente ti ritrovi a giocare a bowling la domenica sera. Con nonchalance compri l’albero di Natale in infradito (non che mi lamenti…). Non ti viene più un infarto quando sali sulla bilancia (sono pounds!). Per i tuoi nuovi amici le impanate della nonna Maria diventano veggie-pies (tristezza).

E forse arriverà anche il giorno in cui capirai la differenza fra once liquide e once solide.

Italiano in America, ed americano in Italia,  dovevi però percorrere diecimila chilometri per tornare alle origini e sperimentare moltiplicazioni di pani ed affini con il famigerato lievito madre, che per Natale ti fa sentire un po’ più a casa, qualunque e dovunque essa sia.

happy holidays

Merry Christmas YO!

Pane natalizio ciambelloso con il lievito madre

bread

Impanate della nonna Maria

Ricetta dell’impasto: segreta, provate a chiedere alla nonna.

Ripieno versione vegetariana: feta e spinaci.

Ripieno versione vegana: tofu, broccoli e mandorle (e ripensandoci anche qualche oliva).

Versione chiusa (impanata) e versione aperta decorata stuccosamente con stelline ed alberi di Natale (featured Supercaliveggie).

Spennellate con il rosso d’uovo o con il latte prima di infornare.

impanate della nonna Maria

 

21 pensieri su “B(re)aking b(re)ad

  1. Quando si è lontani dalle proprie radici si pensa con nostalgia a quei momenti, immediatamente sopraffatti dal presente.
    Qunado ritorni nel luogo di origine, rimpiangi quello che sta a kilometri di distanza.
    Alla fine è come un cane che si morda la coda.
    Ma col passare del tempo tutto diluisce e si impasta, come i dolcetti natalizi presentati.
    Felice Natale anche a te.

    O.T. il tuo libro è in partenza verso casa mia. Lo aspetto con impazienza per leggerlo e dirti come l’ho trovato.

  2. Ma scusa e la ricetta??? Ho appena adottato anche io il lievito madre e sono già diventata panificatrice seriale! Ma il tuo è losangelino o importato dall’Italia…perché c’è chi se lo porta in vacanza e magari tu hai pensato di fargli prendere nuova aria oltreoceano…
    Certo comprare l’albero di Natale in infradito fa un po’ strano.

  3. Capito per caso sul tuo blog e volevo farti i complimenti :) mi sono piaciuti molto i tuoi ultimi post, sicuramente proverò qualche tua ricetta! E ovviamente congratulazioni ed in bocca al lupo per il tuo libro ;)

  4. Non ho ancora ordinato il libro e lo farò al più presto, poi ti faccio sapere!
    Anch’io vado in confusione cone le once fluide e quelle solide. Ma che differenza c’è? Mi salvo leggendo l’equivalenza in grammi o ml tra parentesi….. Un abbraccio a te e Toni! ;-)

  5. Ciao, io vivo in italy ma a mala pena conosco Checco Zalone, non conosco il significato di Peppa Pig e quando, durante uno zapping sfrenato di ello, ho visto Mika gli ho chiesto: chi è questo? mah, mai sentito, mi ha risposto. Quindi potei venire a vivere a L.A. anche oggi :-D
    Buon 2014.

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